Electromagnetic Transmutation - Stefano Russo

Electromagnetic Transmutation

Electromagnetic Transmutation è un progetto complesso ed articolato riguardante l’energia in tutti i suoi aspetti.
Quantità, qualità e livelli di energia, al centro di cui c’è l’essere umano e il nostro pianeta. È un viaggio attraverso le contaminazioni elettromagnetiche che si accostano a forme e frequenze sempre più intricate e intense. La quantità di energia elettromagnetica che il nostro corpo, immerso nelle metropoli, può tollerare, è considerevolmente superiore ai limiti di resistenza. Il cervello comunica con il resto del corpo attraverso cellule e un’ intensa ramificazione di fasci nervosi. Le membrane cellulari sono attaccate dallo smog elettromagnetico e gli alterati impulsi elettrici creano uno squilibrio cellulare che modifica la modulazione genetica interna della cellula, generando, quindi, un’alterata comunicazione o addirittura un’assenza di essa. L’intero organismo si sforza di mantenere i nervi puliti, essendo mezzi di contatto con il mondo; l’intero sistema immunitario è impegnato in questo. Quando i nervi sono intossicati, la percezione del corpo e del mondo, così come tutte le funzioni vitali, sono perse. E’ fondamentale avviare un processo di purificazione decontaminazione sensoriale, affinché i recettori possano tornare a splendere come chiari e luminosi supporti di una più autentica realtà.







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Arte&Progetti

Non si possono concepire i molti senza l’uno.

Platone

Potentia (Dynamis in greco) esprime la potenzialità, la capacità, la possibilità di azione non realizzata. Nel pensiero aristotelico possiamo anche trovare Dynamis che significa la possibilità. La potenza non è soltanto un concetto mentale, ma è il senso dell’essere.

Stefano Russo

Perfetta corrispondenza tra organi, aree geografiche, costellazioni: i tre livelli si allineano sincronicamente in un unico punto. Il punto di creazione.

Stefano Russo

È un atto di coscienza che analizza il percorso delle frequenze luminose nel nostro sistema neurologico.

C’è qualcosa nel cervello che non distingue la differenza tra noi e gli altri, e anche il riconoscimento delle emozioni sembra poggiare su un insieme di circuiti neurali che, per quanto differenti, condividono quella proprietà “specchio” già rilevata nel caso delle azioni.